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La retina

Se il funzionamento dell’occhio umano viene classicamente paragonato a quello di una macchina fotografica, la retina, sottile membrana che tappezza internamente il fondo oculare, rappresenta la pellicola, capace di trasformare gli stimoli visivi in impulsi nervosi che vengono inviati al cervello.

 

Figura 1. Aspetto della retina normale all'esame del fondo dell'occhio e in sezione

Figura 1. Aspetto della retina normale all'esame del fondo dell'occhio e in sezione

 

 

 

 

 

 

 

All’osservazione del fondo dell’occhio (Figura 1), la retina mostra un colorito arancione (lo stesso che colora le pupille quando si fotografa di notte un viso con il flash), in quanto lascia trasparire il colore dello strato  vascolare sottostante, detto coroide, che nutre gli strati profondi (la cosiddetta retina neurosensoriale), formati da milioni di cellule sensibili alla luce, i fotorecettori. Questi si dividono in due popolazioni, i  coni, situati nella retina centrale (la macula), responsabili della visione diurna, della lettura dei fini dettagli e della percezione dei colori, e i bastoncelli, collocati alla periferia, incaricati della visione notturna e del campo visivo periferica. I fotorecettori convertono la luce in impulsi nervosi, i quali sono  quindi processati da una serie di altre cellule retiniche, disposte a strati. I prolungamenti delle cellule più superficiali, dette ganglionari, agiscono come fibre ottiche che si impacchettano nel nervo ottico per inviare le informazioni visive al cervello (Figura 2).  Gli strati retinici più interni sono irrorati da un albero vascolare proprio della retina, che fuoriesce dal centro di un disco giallastro (la papilla ottica), il punto d’ingresso del nervo ottico nel bulbo oculare,  e si dirama nelle 4 branche principali dell’arteria e della vena centrale retinica (Figura 1).

 

Figura 2. La struttura a strati della retina, una proiezione del cervello verso il mondo esterno (a.). Immagine OCT della retina centrale, la modalità più moderna di visualizzazione retinica (b.)

Figura 2. La struttura a strati della retina, una proiezione del cervello verso il mondo esterno (a.). Immagine OCT della retina centrale, la modalità più moderna di visualizzazione retinica (b.)

 

 

 

 

 

 

 

 

Impressiona il fatto che una funzione così complessa e nobile, come la visione, dipenda prevalentemente da un organo così microscopico. retina_03Infatti, le azioni tipiche della nostra quotidianità (la lettura, l’uso del computer, la guida di autoveicoli…), dipendono in maniera cruciale da una zona retinica, la fovea (il centro della macula), in cui sia lo spessore che il diametro sono inferiori a mezzo millimetro. Facendo un paragone un po’ sommario ma efficace, quasi tutto il mondo visivo percepito, con la sua straordinaria quantità di dettagli, colori e impressioni, corrisponde a una regione di retina la cui superficie è pochi millimetri quadrati, almeno venti volte più piccola di una moneta da un centesimo di Euro!

Carlo Lovisolo Quaderni

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