Laser - Luce per i tuoi occhi
di Antonio Caperna
Tratto da “Leggo”
EDIZIONE DEL 03/06/2009
Unire il laser con una nuova tecnica, il ‘Cross-linking’, per trasformare il cheratocono in una malattia a basso impatto sulla qualità della vita. Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea, assai diffusa in Italia, che si presenta assottigliata e curvata in basso, sviluppando una protuberanza a cono. L’astigmatismo irregolare che ne consegue è corretto male dagli occhiali e dalle lenti a contatto convenzionali. Gli occhiali “aberrometrici” e le lenti a contatto “custom” sono poco disponibili, costosi e non sempre ben tollerati. Soprattutto, non frenano l’evoluzione del cheratocono, che spesso richiede il ricorso al trapianto di cornea, con tutti i rischi ed effetti collaterali connessi.
«Da pochi mesi, in maniera semplice e praticamente priva di rischi, è possibile trasformare il cheratocono da malattia evolutiva, potenzialmente gravissima, in un difetto visivo lieve e stabile nel tempo, che condiziona poco o nulla la qualità della vita - spiega Carlo Lovisolo, direttore dei Centri di Chirurgia Oculare Quattroelle di Milano (www.quattroelle.org) - L’innovazione è una tecnica ‘parachirurgica’, che combina l’azione di un laser di ultima generazione, l’i-RES, capace di restituire un profilo ottico regolare alla cornea, con il ‘Cross-linking’, una procedura incaricata di irrobustire la struttura proteica del collagene corneale».
Per la bontà del risultato è fondamentale la diagnosi precoce, effettuata con strumentazioni sofisticate come la tomografia corneale con lampada rotante di Scheimpflug e l’ecografia ad alta frequenza, che consentono l’applicazione della tecnica nelle fasi iniziali. La procedura dura circa un’ora e si effettua contemporaneamente in entrambi gli occhi. In anestesia topica, con il solo aiuto di un collirio anestetico, il laser rimodella la cornea con un programma individuale di fotoablazione su base topografica e la prepara al ‘Cross-linking’, ovvero all’irradiazione controllata con raggi ultravioletti A dopo instillazione di riboflavina.
Dopo pochi giorni il paziente torna alla sua vita normale. Nei casi più avanzati, la tecnica da sola ottiene risultati meno entusiasmanti e va combinata a un’altra chirurgia conservativa e reversibile come l’impianto di anelli ‘intrastromali’ o di lenti intraoculari customizzate.