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Microperimetria e Riabilitazione Visiva mediante Bio-Feedback

Feedback (letteralmente: reazione a uno specifico stimolo) è un concetto utilizzato in psicologia da quegli approcci che considerano la mente umana un sistema dinamico capace di modificare le sue caratteristiche e quindi migliorare le prestazioni fisiologiche, grazie all’elaborazione retroattiva delle informazioni e al controllo continuo delle risposte.

Sono numerose le patologie della retina o del nervo ottico capaci di provocare zone di cecità (scotomi assoluti) o di ridotta sensibilità allo stimolo luminoso (scotomi relativi). Quando lo scotoma è centrale, si perde la fisiologica fissazione da parte della regione della retina dotata di maggior sensibilità, la fovea. In maniera più o meno consapevole, il cervello cerca allora di utilizzare le aree retiniche adiacenti alla zona scotomatosa, ricorrendo alla cosiddetta fissazione eccentrica. La regione di retina utilizzata in maniera preferenziale per sostituire la fissazione foveale viene detta  PRL (Preferred Retinal Locus).

scotoma

scotoma

Compito della riabilitazione visiva è quello di insegnare al paziente ad utilizzare come PRL, in modo stabile, l’area retinica funzionalmente più adatta per le attività richieste.

Il primo step è l’esecuzione della microperimetria (Fundus-Related Perimetry), esame che permette l’esatta correlazione tra danno anatomico e limitazione funzionale nelle varie patologie retiniche (in particolare nelle degenerazioni maculari e nelle malattie dell’interfaccia vitreo-retinica come l’edema maculare cistoide, il pucker e i fori maculari.

Con estrema precisione topografica si definiscono la sensibilità visiva di ogni punto della regione centrale della retina (la macula), la sede e stabilità della fissazione, indipendentemente dall’acuità visiva del soggetto esaminato, che potrebbe essere anche assai compromessa. L’esame dura circa 15 minuti per occhio, è assolutamente indolore e può essere eseguito anche senza dilatazione pupillare. Il paziente dovrà solamente impegnarsi nel riconoscimento tramite pulsante di stimoli luminosi di diversa intensità proposti dallo strumento (una specie di campo visivo computerizzato). Applicata alla chirurgia, la microperimetria è fondamentale nel guidare le scelte (operare si o no? quando?) e nel valutare i risultati.

Microperimetro (a) e risultati espressi in decibel della sensibilità retinica punto per punto (b)

Microperimetro (a) e risultati espressi in decibel della sensibilità retinica punto per punto (b)

La rieducazione mediante bio-feedback si attua con una serie di sedute di esercizio in cui il paziente, guidato da uno stimolo sonoro e visivo, impara a riconoscere e a sfruttare al massimo il proprio PRL (possono essere anche più di uno). Lo schema di training prevede solitamente da 5 a 10 sessioni, una a settimana, ciascuna di 10 minuti per occhio, quindi una pausa di circa tre mesi e poi altre cinque sessioni. Questo “modulo” è ripetibile nel tempo come terapia di mantenimento, anche se le modalità di esecuzione e il numero di sedute sono spesso personalizzate in base alla patologia, agli obbiettivi e ai risultati che si ottengono.

Il paziente vede solitamente migliorare non tanto e non solo l’acuità visiva (quindi la capacità di lettura) ma anche comfort, sicurezza e velocità delle attività quotidiane. Presidi prescritti ad hoc (videoingranditori, occhiali et cetera) sono sovente da combinare al percorso rieducativo per ottenere i risultati desiderati (vedi il quaderno Presidi per Ipovedenti).

Microperimetria con alterata sensibilità retinica (prima e dopo riabilitazione con biofeedback)

Microperimetria con alterata sensibilità retinica (prima e dopo riabilitazione con biofeedback)

Carlo Lovisolo Quaderni

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