Sondaggio vie lacrimali

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Il dotto naso-lacrimale è parte di un sistema di canali che convogliano la lacrima nel naso e quindi in gola, per terminare nel tubo digerente. Il ricambio delle lacrime viene assicurato da un sistema idraulico in cui il rubinetto (le ghiandole lacrimali) produce nuove lacrime che spingono via le vecchie, presenti sulla superficie oculare, attraverso due imbocchi, i punti lacrimali, collocati all’angolo nasale delle palpebre superiore e inferiore. Questi, attraverso due canalini dapprima separati e poi uniti in un tratto comune, sboccano in una dilatazione cieca detta sacco lacrimale. Il flusso si dirige quindi attraverso il dotto naso-lacrimale per percorrere l’interno del naso e quindi sfociare in gola. Ecco perché il naso “cola” quando piangiamo e sentiamo un gusto amaro dopo aver instillato dei colliri. Con la deglutizione e l’ammiccamento, si attiva un sistema di risucchio attivo delle lacrime che defluiscono nel tubo digerente.

La pervietà dei condotti lacrimali non è perfetta alla nascita, a causa di residui membranosi, detti valvole, e si completa nei primi mesi di vita con il riassorbimento delle medesime. A volte, la persistenza del residuo valvolare blocca il deflusso lacrimale (stenosi), provocando lacrimazione intensa e continua (esattamente come quando la produzione eccessiva scarica sulle guance anzi che nei dotti), infiammazione (occhio rosso-congiuntivite) e secrezione (presenza di materiale giallo-verdastro, tipo pus) al canto interno. La sintomatologia risponde in genere al classico massaggino dopo impacco tiepido accompagnato all’uso di colliri o pomatine di antibiotico, ma tende a recidivare non appena si sospende il trattamento. In casi rari si osserva una vera e propria infezione delle vie lacrimali, talora con diffusione alla regione perioculare ed esiti assai spiacevoli.

In genere si attende sino ai 12 mesi di vita, dopo di che si procede al sondaggio e all’irrigazione del dotto naso-lacrimale, che consiste nell’introduzione di una sonda (specillo) attraverso i puntini lacrimali per forzare la valvola tra dotto naso-lacrimale e naso (detta di Hasner) e riaprire meccanicamente le vie. La disostruzione viene confermata dall’irrigazione di un liquido colorato che bagna un cotton fiock inserito nella cavità nasale.

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La procedura, per quanto semplice, veloce (dura una decina di minuti) e ambulatoriale (il pupo torna a casa qualche ora dopo), va effettuata in anestesia generale. E’ pertanto fondamentale comprendere che:

  • Le norme di precauzione, come l’esecuzione di esami preliminari e un’alimentazione speciale, sono da rispettare rigorosamente. In particolare la preparazione a casa: nei 7 giorni che precedono la procedura, è bene evitare di utilizzare antiinfiammatori, compreso il paracetamolo (Tachipirina e simili) e ogni tipo di vaccinazione. Oltre i 12 mesi di età, dopo la mezzanotte del giorno precedente la procedura sono proibiti cibi solidi (compresi caramelle e chewing gum) e liquidi diversi dall’acqua (latte, succhi di frutta…). Negli under 12 mesi, le poppate e le pappe sono consentite sino a 4 ore prima. Per tutti, anche l’acqua è proibita nelle due ore precedenti.
  • Le manovre di addormentamento e risveglio possono durare anche ore. Se il bimbo è particolarmente agitato un farmaco di preanestesia, assunto 15-20 minuti prima dell’ingresso in sala, lo aiuterà a rilassarsi. Quindi una mascherina lo farà assopire. Nessun ago o manovra aggressiva sarà effettuata a bambino sveglio.
  • Durante la procedura, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, temperatura e ossigenazione del sangue saranno monitorate in maniera continua, mentre le vie aeree saranno mantenute pervie da un tubicino
  • Il risveglio può avvenire in maniera diversa. Il vostro pupo può piangere, apparire confuso o più “viziato” del solito (oltre alla presenza di un genitore, è consigliato il conforto recato dal pupazzo preferito, tipo “copertina di Linus”), manifestare nausea e/ vomito. Tutte reazioni normali destinate a risolversi in poche ore, anche se la durata del pieno recupero post-risveglio è soggettiva. In genere dopo un paio di ore il bambino viene dimesso. A casa può ancora sembrare intontito per qualche ora per cui va tenuto tranquillo, a riposo per il resto della giornata. Dal giorno dopo può ripartire con la solita attività
  • A risveglio avvenuto, può segnalare un lieve mal di gola, dovuto al posizionamento del tubicino per mantenere pervie le vie aeree. Un ghiacciolo alla frutta da succhiare è di solito assai gradito. Se il fastidio persiste si può usare, in accordo con il pediatra un anti-infiammatorio tipo paracetamolo
  • Il giorno dopo, un aspetto congesto, un po’ di secrezione e una colorazione rosa o francamente ematica (per i residui di sangue nelle lacrime) dell’occhio è normale. Dev’essere usato, all’uopo, un collirio di antibiotico combinato ad un antiinfiammatorio per una settimana circa. I controlli vanno eseguiti a 1, 7 e 30 giorni
  • Un sanguinamento nasale, da minimo a intenso e una batteriemia (distribuzione di microbi nella circolazione con febbre) transitoria sono effetti collaterali quasi inevitabili, che si risolvono in genere nei due-tre giorni successivi
  • In caso di segni evidenti di allarme (pus giallo-verdastro, arrossamento doloroso attorno all’occhio, febbre alta, agitazione psico-motoria, nausea, vomito in progressivo peggioramento anzi che in attenuazione) bisogna chiamare il numero di emergenza 335-6484595 o comunque mettersi in contatto immediatamente con il dr. Lovisolo o un componente dell’equipe Quattroelle

Il fallimento della procedura (mancata apertura, apertura incompleta con buon risultato iniziale ma transitorio, con successiva recidiva) è una complicazione di solito legata alla difficoltà dello specillo di avanzare attraverso le strutture esplorate nel caso in cui queste siano interessate da alterazioni anatomiche particolarmente ostiche e tenaci. In questi casi è necessario ricorrere ad una nuova procedura, più complessa, di apertura (dacriocistorinostomia) con intubazione delle vie lacrimali.